Cambio io, cambia il mio lavoro

settembre 29, 2017 10:29 am Published by Leave your thoughts

Se sono cambiato io, i risultati nel mio lavoro sono cambiati?

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Ci sei domani in ufficio? Ultimamente non ti si vede mai… sei sempre uccel di bosco! Ma lavori ancora in NK?”.

Ultimamente mi sono sentito rivolgere questa domanda più volte da amici e colleghi. Finora ho risposto in modo ironico e allusivo, però, nella mia testa si stanno susseguendo una serie di pensieri e riflessioni.

In effetti, la mia vita è cambiata molto negli ultimi quattro anni sia a livello personale sia sul piano professionale.

È vero… spesso non sono in ufficio, dove, invece, per i precedenti 28 anni di vita lavorativa sono sempre stato presente: seduto alla mia scrivania, chino sul computer, con una giacca grigia, leggermente abbondante e demodè, un po’ triste, come lo era il suo proprietario, il sottoscritto!

Tanti sono stati gli elementi a caratterizzare il punto di svolta nella mia vita.

Gigi è felice?”, mi sono chiesto ad un certo punto. La risposta che ho trovato non mi piaceva per niente, ma mi ha aiutato a rendermi consapevole della situazione.

Così la fase di ricostruzione ha avuto il suo inizio.

A maggio 2011, una persona che conoscevo appena, mi consigliò un libro: “Le 7 regole per avere successo” di Stephen Covey.

Pensare partendo dalla fine, recita la seconda delle sette regole. Ed io sono partito da lì. Ho iniziato a lavorare sull’immagine, sulla raffigurazione della fine della mia vita, come paradigma in base al quale esaminare ogni cosa che mi stava accadendo. Mi sono ritrovato a pormi domande del tipo… qual’è la mia vera missione su questo pianeta? Cosa voglio che gli altri dicano di me al mio funerale? Per cosa devono ricordarsi di me?

Rispondere a queste domande ci induce ad identificare i valori insiti nel profondo. Valori che indicano radici e direzione della nostra esistenza, e solo rispondendo a questi, possiamo vivere appieno. Insomma, mi sono reso conto che la fine accende una luce sulla direzione da prendere.

Ho cominciato ad andare a dormire sereno: limite e finitezza sono miei graditi compagni di viaggio!

Questo percorso di ricerca, ha ingenerato in me quattro pilastri:

  • Sicurezza: derivata dalla riscoperta dei valori, della mia ritrovata identità e dal riconoscimento delle mie emozioni, finalmente liberate.
  • Direzione: conseguenza della definizione di una nuova mappa di lettura della mia realtà, mappa sempre in evoluzione, ma punto di riferimento, guida alla mia vita.
  • Saggezza: equilibrio, comprensione, interconnessione, espressione di me… Insomma! Su questo ci sto lavorando…
  • Potere: conoscere-essere-agire.

E con uno stile proattivo mi sono ritrovato non solo a far accadere le cose, ma anche ad assumermene la responsabilità, (respons-abilità, la capacità di risposta), uscendo da un cortocircuito vittimistico e passivo.

Sì!!! È cambiato il mio approccio al lavoro, ma soprattutto sono cambiato io, o meglio, ho cominciato un processo di cambiamento.

Ora sono spesso fuori ufficio: risponde meglio al presente contesto socio-economico ed è utile seguire direttamente e personalmente i clienti attuali e potenziali. Mi appassiona seguire corsi per conoscere nuove tecniche di lavoro nei vari settori strategici per l’imprenditore e per la mia professione, come per esempio il marketing e le tecniche di vendita. Ma soprattutto sto imparando che valorizzare le persone, e comunicare con più efficacia non solo migliora il mio lavoro, ma mi centra come essere umano e mi da piacere.

È impegnativo, ma al contempo è stimolante e genera energia.

Ma se sono cambiato io, i risultati nel mio lavoro sono poi cambiati?

Direi proprio di sì: ho saputo abbandonare ruoli che non mi davano più stimoli e rilanciarmi come professionista con un nuovo approccio al cliente, più efficace e apprezzato. Ho imparato ad ottenere fiducia da parte di persone che non mi conoscevano e a vendere il mio lavoro. Sto creando un nuovo brand come educatore in finanza d’impresa.

La crescita del mio business e quello della mia società è dimostrata soprattutto dai numeri, che non mentono mai, ed evidenziano una chiara crescita.

Per me, però, il miglior indicatore del successo del cambiamento è il grado di libertà finanziaria che ho raggiunto, che mi permette ora anche di stare meno in ufficio per dedicare più tempo alle mie passioni e ai miei affetti. Comprendo che sono veramente soddisfatto del mio lavoro quando, anche in quello, concorro a rispondere ai valori derivati dalle domande di senso sulla vita e mi assumo la respons-abilità di ciò che sono e di ciò che faccio.

E come un compasso, che con la punta ben piantata, riesce, con l’altro braccio, a disegnare cerchi, archi e incroci, così ciascuno di noi, con la propria consapevolezza focalizzata sui propri valori, può permettersi di esprimere potenzialità, realizzare imprese e concretizzare desideri.

Pierluigi Turla feat. Daniela Corioni

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