Fine estate…si ritorna tutti a lavoro per sostenere i mercati. Riflessioni dopo Bernanke a Jackson Hole.
Bisogna proprio ammettere che questa crisi sta mettendo a dura prova tutti, a partire dai banchieri centrali di tutto il mondo.
Ben S. Bernanke, Chairman Board of Governors of the Federal Reserve System, o più semplicemente San Bernanke (la esse sta proprio per San….dopo quello che ha fatto) è l’uomo più impegnato a cercare di dare fiducia e stabilità ad un mondo finanziario che non riesce più a trovare una strada di crescita strutturale e di lungo periodo.
I toni usati il 27 agosto sono stati molto cauti: la Fed sa che siamo ancora lontani da una ripresa forte e strutturale e invita tutti a rendersene conto.
Questo messaggio perché? A nostro modesto parere i motivi possono essere sinteticamente questi:
- I governi (e pertanto i politici) di tutto il mondo devono darsi una svegliata, perché da sole le banche centrali non salvano il mondo, la finanza e i posti di lavoro
- Sempre i governi (i politici!!!) se vogliono spendere devono farlo con criterio, visto che hanno i bilanci come la nostra vecchia Alitalia…e abbiamo visto che fine ha fatto…
- Le riforme non devono essere discusse all’infinito, ma portate ad essere leggi e pertanto operative e vicine alla realtà in cui ogni singolo stato vive
- La crescita è presente, ma è sempre fragile. Il bambino, ancora molto piccolo, sta guarendo dalla polmonite, ma ha ancora momenti di febbre alta e di tosse. Va allora assistito con amore e fiducia, come fanno i buoni genitori. In finanza i genitori sono gli istituzionali, che devono tornare a curare il mercato e non drogarlo con speculazioni
- Siamo in una situazione particolare, speciale: San Bernanke ci rassicura che non ha ancora finito le cartucce, può usare altri strumenti non convenzionali per tenere il mercato stabile e stimolare la crescita
- Questa crisi nasce dalle banche private, che oggi fanno le preziose ad imprestare il denaro. Che tornino con fiducia e criteri sani a sostenere i buoni imprenditori, altrimenti il tempo di uscita dalla non crescita si allunga sempre più.
Ora, dopo le parole molto caute di Bernanke, che come avrete capito stimiamo molto (e come non si potrebbe, essendo stato lui a salvare il mondo finanziario e il nostro posto di lavoro, oltre a tutto il resto…), il nostro desiderio è di continuare a trasmettere il messaggio che arriva anche dall’alto: la crisi è stata violenta, abbiamo superato il punto di minimo, ma dobbiamo tutti lavorare giorno dopo giorno per consolidare le nuove fondamenta dopo questo terremoto.
I tassi rimarrano bassi ancora a lungo. Sicuramente fino a fine anno negli Usa e fino a marzo in Europa. I cambi che contano (€/$) rimarranno stabili, perché molto monitorati.
La crescita rallenta, perché la gente ha brutte sensazioni dal mondo del lavoro. I nostri governi sono invitati a concentrarsi lì, a trovare la strada per creare occupazione.
La paura della gente è giustificata; calma e fiducia, gli imprenditori del mondo fortunatamente non aspettano i politici per creare business, fin dalla notte dei tempi.
I veri imprenditori sono di nuovo in crescita e daranno fiducia al sistema, anche questa volta.
I politici arriveranno come sempre per la parata finale, quando tutto sarà finito e il mondo sarà di nuovo sereno e in crescita forte, pertanto a fine 2013-metà 2014.
Dott. Francesco Agostini
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